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Kairos

La Comunità Alloggio “Kairos” autorizzata al funzionamento il 27 novembre 2023, apre le sue porte il 6 dicembre 2023 iniziando ad accogliere minori a rischio.

La Comunità Alloggio KAIROS è una struttura residenziale destinata ad ospitare 8 minori di età compresa tra i 13 e i 18 anni per i quali sia opportuno, sulla base della propria situazione familiare, sociale e personale, un periodo di inserimento in comunità.

Il nome Kairos deriva dal latino e significa tempo. Tuttavia gli antichi romani non utilizzavano un solo sostantivo per definire il tempo, ma molteplici. Kairòs indica l’occasione, il momento propizio da cogliere nella sua veloce istantaneità: qui il tempo sembra vivere solo come presente, rispetto al quale una vigile capacità di lettura o di “cattura” determina lo sviluppo del futuro. Nella strategia militare, nell’anamnesi del medico, nell’abilità del retore opera soprattutto il kairòs, e con ciò lo sviluppo di un tempo svincolato dal volere degli dei, in cui si colloca l’autonomo agire dell’uomo. Questa possibilità, che nasce da un’intelligenza e conoscenza dei segni, può determinare il felice esito dell’avvenire. Insomma, il tempo giusto, per intraprendere una nuova strada ed un nuovo progetto di vita che possa cambiare la propria sorte ed invertire il proprio destino.

Il principio cardine che ha guidato l’elaborazione del documento e del progetto è stato quello di considerare la Comunità come un Servizio che, nel rispetto del mandato, è orientato prevalentemente alla restituzione del minore al contesto sociale di appartenenza.

Sulla base di tale presupposto si è ritenuto di porre in rilievo l’importanza che assume il sistema di interconnessione delle opportunità disponibili nel territorio per attivare le risorse personali, familiari e sociali del minore; di sottolineare la necessità che il tempo trascorso dal minore all’interno della struttura sia limitato a quello occorrente per le necessità quotidiane di tipo familiare, mentre le attività formative, ricreative, scolastiche, ecc.. , siano realizzate in ambienti esterni.

Inoltre, per connotare il Servizio di Comunità come struttura “aperta” e parte integrante del complesso contesto territoriale dei servizi, si è evidenziato come la metodologia d’intervento debba essere centrata sul lavoro di rete e sull’adozione di protocolli operativi. Altro principio intorno al quale si è costruito il modello è quello relativo alla capacità del Servizio di dotarsi di strategie attraverso le quali potersi “riprogettare” per rispondere sempre ed in modo efficace all’evoluzione dell’utenza e del contesto.

Fondamentale è la dimensione valutativa del Servizio a cui si annette particolare importanza. La verifica dei processi di lavoro rappresenta un passaggio metodologico indispensabile, nell’ottica di un costante miglioramento ed in funzione dell’esigenza degli operatori di capire come stanno svolgendo il lavoro e di valutare il Servizio a cui appartengono.

La struttura è articolata nel rispetto delle normative Regionali n.4 del 7 aprile 2014 – Regione Campania.

Possono essere ospiti della struttura:

  • Minori temporaneamente privi di un ambiente familiare idoneo;
  • Minori la cui collocazione extra familiare sia prescritta con provvedimento del Tribunale dei Minori;
  • Minori proveniente da famiglie che, pur mantenendo rapporti affettivi significativi, non sono in grado, per problemi di diversa natura, di garantire convenienti ed adeguate risposte alle esigenze relazionali, educative, psicologiche e di protezione dei minori stessi;
  • Minori profughi o extracomunitari che abbiano bisogno di una situazione abitativa e relazionale stabile, in cui iniziare un percorso di integrazione nella nostra società e di autonomia futura;
  • Minori a rischio di devianza psicosociale e/o con problematiche di disadattamento sociale;
  • Minori/adolescenti provenienti dal Centro di Giustizia Minorile con provvedimenti penali;
  • Minori con lievi deficit cognitivi.

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